Beato te – Matteo Attruia – The Sanctuary Milano

PH: Liligutt Studio

Il The Sanctuary Milano si è illuminato di… beatitudine

Giovedì 13 novembre 2025 per la prima tappa della collaborazione con il The Sanctuary, il club si è trasformato in una costellazione per accogliere Beato te, il nuovo intervento al neon di Matteo Attruia, in una soirée che ha riunito appassionati d’arte, collezionisti e members del Sanctuary Membership Club in un momento sospeso, condiviso e silenziosamente intenso.

PH: Liligutt Studio

Al centro della serata, un’aureola

Sospesa nello spazio, senza il volto e l’icona a completarla, al meno fino al prossimo selfie.
Un segno essenziale, sottratto al suo contesto, che invita a osservare e ad ascoltare. Un cerchio di luce che si fa presenza ironica.

“L’aureola è un oggetto-soggetto che, con la sua limpida geometria, ben conosciamo e che appartiene di diritto alla nostra cultura, con il suo evidente significato santificatore. Esiliandolo da un volto, spogliandolo del suo protagonismo da martire, la domanda che ci si pone è: chi è ora il Santo? Qual è il suo ruolo? Possiamo, noi, con presunzione ed ironia, metterci sotto questo “cerchio luminoso” e farci scattare qualche foto? Lo spazio che lo separa da terra è nostro o siamo in attesa di qualcuno che lo occupi? Non rispondo a queste domande, mi limito a creare i dubbi che accompagnano l’opera, con l’esclamazione: beato chi ce l’ha!”

Matteo Attruia

 
PH: Liligutt Studio

L’opera

Con Beato te, l’aureola, archetipo della santità nella cultura occidentale, viene liberata dal suo ruolo iconico e restituita alla sua purezza originaria: un cerchio, una traccia, un invito alla contemplazione. Un segno che si posa leggero nello spazio, e lo trasfigura.

Frutto di una scelta curatoriale irriverente, scegliendo di installare l’opera nel luogo più inatteso: il bagno del privé, la luce dell’aureola ha trovato un riflesso naturale nello specchio dell’antibagno, ed è lì che l’opera ha dato vita a una delle azioni performative più spontanee della serata: il selfie con aureola incorporata.
Lo specchio dell’antibagno rifletteva infatti la luce perfetta per far sembrare chiunque un santo, o almeno per farlo credere a Instagram.

Un’ epifania quotidiana e inaspettata, un istante in cui ciascuno ha potuto riconoscersi — o smarrirsi — nella luce almeno per il momento di un selfie.

PH: Liligutt Studio

L’intervento

L’installazione site specific, curata da The Art Society, ha animato per la prima volta i nuovi spazi del The Sanctuary Milano, dove la rigenerazione degli spazi incontra la rigenerazione del corpo dal caos urbano, in un luogo dove architettura, design e cura dell’anima si intrecciano in un dialogo continuo.

PH: Liligutt Studio

Il pubblico

Il pubblico milanese — e nessuno ne dubitava — si è presentato nella sua forma più pura: preciso, calibrato, sartoriale quanto basta per rendere anche un bagno un luogo perfettamente adatto al networking. Collezionisti, creativi, addetti ai lavori e professionisti del vernissage hanno trasformato l’aureola di Attruia in un magnete sociale: chi entrava per curiosità usciva con almeno una foto salvata in galleria.

PH: Liligutt Studio

Il contesto

La serata è stata molto Milano: elegante, fluida, perfettamente orchestrata, un equilibrio naturale tra chi veniva per vedere l’opera e chi veniva per farsi vedere. Milano ha rotto il ghiaccio con stile, come sempre.

 

Un evento di The Art Society Partner del progetto: MLZ Art Dep, Trieste

PRESS KIT

PH: Liligutt Studio

I PROTAGONISTI

testimonial
MATTEO ATTRUIA
Nato a Sacile, Pordenone (IT), Pensa, vive e lavora ovunque. E’ artista italiano, utilizza numerose pratiche espressive, tra cui la fotografia, la scrittura, il video, la scultura, il neon e l’installazione. Il suo lavoro è intento a creare un senso di straneamento nello spettatore attraverso l’ironia ed il paradosso dei significati. Il suo lavoro è stato esposto in tutto il mondo, dagli Usa all’Asia al nord Europa, tra spazi museali e le principali Fiere Internazionali d’arte Moderna e Contemporanea. Nel 2018 ha firmato una tazzina della collezione Illy.